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Il mio Syncro non riceve l'ora. Perchè?

Il Syncro è un ricevitore radio e come tutti i ricevitori modulati in ampiezza sono molto sensibili ai disturbi dovuti a sorgenti elettromagnetiche instabili (es.: fulmini, motori endotermici in funzionamento, lampade al neon, telefoni cellulari e teleruttori in generale). Per ottenere a pieno l’efficienza del ricevitore interno, bisogna evitare zone ad alto rischio di inquinamento elettromagnetico. Per accertarsi della buona qualità del luogo di ricezione si deve, dopo aver acceso l’apparecchio, premere il tasto dell'altoparlante e ruotare il Syncro sul piano orizzontale, fino ad ottenere il Bip regolare della durata di 1 secondo. La mancata ricezione del segnale non è sintomo di guasto! Una volta individuata la zona ottimale si deve togliere il Bip, premendo nuovamente il tasto dell'altoparlante, e lasciare assolutamente fermo l’apparecchio fino alla ricezione dell’orario trasmesso dalla stazione di Mainflingen. La ricezione deve avvenire entro un tempo non più lungo di 3-4 minuti. Va segnalato inoltre che dato l’incremento dell’inquinamento elettromagnetico dei giorni nostri, è possibile che detta operazione debba essere ripetuta più volte.

Perchè alcuni cronometri Master, una volta spenti, perdono la sincronizzazione dell'ora, partendo da 0.00?

A cronometro Master spento, il mantenimento dell'ora è garantito da una serie di componenti a basso consumo che, sempre alimentati, continuano il conteggio dell'ora e lo rendono disponibile alla prossima accensione dello strumento. Questi componenti sono stati inseriti sulla scheda interna del cronometro, mediante un grosso lavoro di modifica, a partire dal numero di serie xxxxxxx/0150 (il progressivo del cronometro corisponde alla parte finale del numero di serie). Pertanto i cronometri prodotti in precedenza (quelli con il numero di serie compreso tra xxxxxxx/0051 e xxxxxxx/0149) non dispongono di questo orologio continuo, e quindi non possono mantenere l'ora se spenti. L'introduzione in questi cronometri dell'orologio continuo non è possibile poiché implica una modifica hardware non sostenibile dalla scheda interna.

Precisione di un cronometro. Che cosa è il Ppm?

La stabilità termica della base di tempo di un cronometro, si misura in Ppm (Parti per milione). Facendo riferimento all'ora, un Ppm corrisponde a 3.6 milliSec (3600Sec/1.000.000), pari a 0.36 centesimi / ora. Di norma la taratura di un cronometro viene fatta in fabbrica, ad una temperatura ambiente di 25°C e con uno strumento (frequenzimetro) avente una precisione superiore a ± 0.1 Ppm (0.036 Centesimi/Ora). Questo significa, che se la temperatura in cui opera il cronometro rimane intorno ai 25°C, esso può derivare in frequenza al massimo di 1 Centesimo appena dopo 27 ore. Se invece la temperatura di utilizzo dello strumento si discosta da quella di taratura, si hanno delle variazioni nella precisione dovute alla deriva termica dell'oscillatore, variazioni più o meno ampie in relszione al valore di Ppm della stabilità termica dichiarata. Nel disegno sotto si riporta una tipica curva temperatura/precisione di un oscillatore a cristallo da 5 Ppm: In linea teorica, per un oscillatore con stabilità in temperatura di ±5 Ppm, si può considerare un deterioramento di 1 Ppm (0.36 Centesimi/Ora) ogni 5 gradi di variazione in più o in meno rispetto ai 25°C. Utilizzando un cronometro con stabilità in temperatura di ±5 PPM, a temperature prossime allo 0°C, è possibile che la sua precisione si deteriori di ben (5 x 0.36 Centesimi/Ora), cioè 1.8 Centesimi/ora (in questo caso variazioni orarie inferiori ai 2 centesimi devono essere considerate normali). Pertanto, se si necessita di avere precisioni accurate, è necessario utilizzare cronometri con bassi valori di stabilità termica e cercare di mantenere la temperatura d'esercizio il più vicina ai 25°C.

Uso & Manutenzione delle batterie del cronometro Master

Al fine di rendere più lunga la vita degli accumulatori al piombo del Master, di seguito elenchiamo alcune regole base per mantenerli in buona efficienza:

Ricarica

Ricaricare gli accumulatori del Master, significa ripristinare l'energia precedentemente erogata in fase di scarica. Per ripristinare completamente la carica dopo la scarica precedente è necessario caricare gli accumulatori almeno per 20 ore a cronometro spento. Considerando che una leggera sovraccarica non danneggia in alcun modo gli accumulatori, è consigliabile, in caso di dubbio, eccedere nella ricarica piuttosto che caricarli meno del dovuto. Diversamente dagli accumulatori Nichel-Cadmio (telefonini, telecamere, ecc.), quelli al piombo del Master non devono essere scaricati prima di effettuare la loro ricarica. Non lasciare mai l'apparecchio con gli accumulatori completamente scarichi: dopo una scarica a fondo è necessario ricaricarli il prima possibile! Si sconsiglia di ricaricare il cronometro mentre è acceso, poiché è difficile stimare l'effettiva energia resa alle batterie, tenendo conto dei consumi accessori, come display e stampe.

ATTENZIONE: Se il tempo di ricarica è insufficiente, gli accumulatori perderanno rapidamente la propria capacità. Durante la ricarica a cronometro spento, la spia gialla si spegne quando la ricarica ha raggiunto almeno il 75%. A questo punto è possibile adoperare il Master per un "uso d'emergenza", ma alla fine del servizio sarà necessario effettuare comunque una ricarica completa. L'uso del cronometro in tampone (cioè l'uso in gara con collegato il ricaricatore esterno), non esclude il fatto che gli accumulatori possano scaricarsi. È possibile che in alcuni casi (produzione di numerose righe di stampa) l'energia prelevata dagli accumulatori sia maggiore di quella fornita dal caricatore esterno. Pertanto anche in questi casi è necessario effettuare spesso una carica completa a cronometro spento.

Conservazione

Se prevedete di non utilizzare l'apparecchio per un lungo periodo, ricaricate le batterie prima di riporlo. In ogni caso, evitate di stoccare l'apparecchio in un ambiente a temperatura elevata (anche se per brevi periodi), perché l'alta temperatura aumenta drasticamente il tasso di autoscarica. La temperatura "ideale" è di 25°C (o meno).

Durata

La vita utile degli accumulatori dipende, oltre che dalle condizioni d'impiego, anche dalla profondità della loro scarica. Per questa ragione, è sempre consigliabile ricaricare gli accumulatori dopo l'uso, piuttosto che scaricarli completamente e poi ricaricarli.

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